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Come vincere la solitudine

Soffri di solitudine? Ho due buone notizia per te:

1) Non è una malattia, quindi non va curata. Ovviamente è uno stato d’animo che non va trascurato.

2) La soluzione c’è anche se richiede una viva partecipazione da parte di chi lamenta questo disagio psicologico.

La condizione del sopracitato secondo punto è cruciale se si vuole la soluzione. È necessario armarsi di buona volontà nell’applicare gli antidoti. Infatti, la maggior parte dei fallimenti non deriva dall’inefficacia delle tecniche quanto piuttosto da un certo grado di negligenza nel mettere in atto le soluzioni. Pertanto suggerisco una convinta decisione consapevoli del fatto che ogni cambiamento nella propria vita ha un costo in termini di impegno.

Le cause della solitudine.

In generale si tratta di uno stato d’animo che trova la sua genesi in un lontano passato alimentato da pensieri circolari reperibili nel presente di ogni giorno. La solitudine può essere percepita diversamente da ognuno trovando la propria presunta causa in fattori diversi; timidezza, assenza di amici, la propria inadeguatezza a socializzare, l’essere troppo brutti o diversi, la carenza di affetto, eccetera.  Sono tutte tesi accettabili ma al contempo incomplete. Ogni limite percepito viene forgiato nell’infanzia attraverso le esperienze le quali generano delle sensazioni che si cristallizzano in convinzioni circa quello che siamo e desideriamo.  Questa percezione viene confermata ogni giorno con delle spiegazioni personali e pensieri circolari (i discorsi che ci facciamo in testa) fino a consolidarsi come un dato di fatto.

Devi ricordare che la solitudine non dipende affatto dal circondarsi di persone, amici o della persona amata. La solitudine è una questione mentale che richiede un cambiamento del modo di sentire e dunque di pensare. Qualunque trucco fallisce se non c’è una modificazione a livello della struttura del pensiero. Dacché i consigli che troverai, benché utili ed efficaci, abbisognano di una trasformazione interiore che puoi sviluppare con tecniche di crescita personale, intelligenza emotiva, rimodellamento neuro percettivo, superamento dei limiti, tecniche per l’autostima eccetera.

 

Consigli pratici per migliorare.
I consigli che leggerai sotto sono generici e si rifanno a tre criteri:
A) come trovare persone
B) come conquistare amici e non perderli
C) Come non sentire la solitudine

1 – Smentire interiormente di possedere una personalità incline alla solitudine.
Questa è la piattaforma indispensabile per dare il via ad ogni altra tecnica. Se si crede di avere una personalità problematica, non è possibile uscire da questo ginepraio. Perciò, anche se è da una vita che ci credi, anche se lo hai sentito dire o letto su prestigiosi articoli, rinuncia alla convinzione di avere una specie di impronta alla solitudine. Se persevererai nel mantenere questa convinzione allora sarai destinato a conservare indefinitamente questa percezione.

2- Sii più esigente con te stesso.
Solitamente abbiamo molte aspettative riguardo agli altri ed il loro comportamento o a ciò che dovrebbe accadere di positivo nella propria vita. Da qui il passo verso la delusione è breve. Quindi non richiedere che la fortuna ti baci o che le persone siano comprenssive o presenti o buone. Devi richiedere da te stesso/a maggior volontà e voglia di sperimentare. Devi accettare l’idea che soltanto tu puoi cambiare le cose, ma ciò richiede un cambiamento da parte tua. D’altronde la solitudine è un’esperienza personale che può trovare il proprio scioglimento solo in una cambiamento interiore.

3 – Fai nuove attività dove incontrare persone.
La scelta è vasta: palestre, scuola di ballo, attività di volontariato, spettacoli teatrali,  conferenze a tema, cinema, concerti, viaggi organizzati, corsi di fotografia, di pittura, eccetera. In base alla tua età trovi un vasto assortimento di possibilità. Qualunque sia la tua scelta devi cercare di interagire con le persone che incontri.

4- Prendere l’iniziativa.
In qualunque nuova esperienza, devi crearti nuove conoscenze prendendo l’iniziativa. La timidezza potrebbe ostacolarti creandoti la sensazione di non poter fare il primo passo. Ovviamente la timidezza richiede un approccio diverso da quello a cui mira questo articolo. Quindi al momento, in modo sbrigativo ti suggerisco di non enfatizzare troppo questo tuo presunto limite. Agisci con tutta la forza che hai: sulle prime arrossirai, la tua voce sarà insicura, ma poi, dopo alcuni piccoli fallimenti e dopo le prime battute, il disagio sparirà presto. Il massimo che può accadere è che le persone noteranno che sei un po’ impacciato. Ma non è un difetto abbastanza terribile da allontanare qualcuno. anzi, a volte può perfino incoraggiare l’altro a dare seguito al tuo spirito d’iniziativa.

5- Crea amicizia senza essere assillante.
A volte, qualcuno cerca di trovare amici forzando la mano, cercando di essere simpatico a tutti i costi o tormentando il nuovo conoscente. L’insistenza può danneggiare l’amicizia. Quindi avanza con gradualità. Devi imparare ad essere paziente senza pretendere dagli altri più di quanto non ti vogliano dare.

6 – Conversazioni personali ma leggere.
Quando conosciamo persone con cui ci sentiamo al proprio agio, è facile lasciarsi andare a confidenze personali, critiche e giudizi su altri o sul mondo. Attenzione: ci sono argomenti che possono spaventare o infastidire l’altro. Bisogna dosare bene gli argomenti e prestare attenzione alla sensibilità dell’interlocutore, senza urtare il suo credo e le sue intime convinzioni. Non parlare troppo dei tuoi problemi.

7 – Ascolta l’interlocutore e fai domande.
Un problema comune è che si tende a parlare molto e fare poche domande. A volte questo è dovuto ad un tentativo di bloccare l’imbarazzo (temiamo il silenzio), altre volte dipende da una mancanza di sensibilità ed empatia. Se vuoi creare un’amicizia, sappi che è necessario porre attenzione alle esigenze dell’altro, ai suoi problemi e i suoi interessi. Fai domande, quando parli fai delle pause e verifica che l’altro non abbia qualcosa da dire. Quando l’altro parla ascoltalo attentamente così da fare domande specifiche che concernono ciò che ha appena espresso.

8 –Sviluppa i tuoi interessi.   
Ricorda che le persone scelgono gli amici in base ad un interesse condiviso. Devi dunque sviluppare più interessi e conoscenza: saranno questi ultimi a fare da magnete. Tieniti informato, leggi libri (non solo romanzi ma anche saggistica), coltiva qualche hobby come la pittura, la musica, il canto, la fotografia, il bricolage, il ricamo, la storia…..
Non devi stupire gli altri essendo qualcosa di speciale. Rilassati, puoi essere interessante anche con le tue caratteristiche. Tu devi impegnarti soltanto a migliorare ciò che puoi migliorare, nei tuoi interessi, hobby e argomentazioni.
Sviluppare interessi non serve solo ad essere più attraenti, ma soprattutto ad essere attratti a qualcos’altro oltre la compagnia di persone. Immergiti in passioni così da nutrire il tuo cuore a godere delle cose che hai e che fai.

9 – Parla con tutti.
Abituati a salutare le persone per strada sorridendo loro. fai uno scambio di battute con la cassiera, il panettiere o il postino. Chiedi come stanno, fai qualche battuta e sorridi il più che puoi. Parla con il vicino di casa e mantieniti allegro con le persone al lavoro. Ricordati che troppo spesso, schiacciati dal peso delle pressioni quotidiane, finiamo per fare esattamente il contrario chiudendosi al mondo intero. Ma così non otterrai niente di buono o di nuovo. Tutte le persone che incontri casualmente o quotidianamente sono mezzi attraverso i quali puoi allenarti a diventare una persona socialmente appetibile. E se hai tensioni con il vicino di casa allora compra dei cioccolatini e elargisci questo regalo. E non dire “non ce la faccio”, perché non è vero!
Una vita di relazione più soddisfacente migliora anche la salute!

10 – Fai sempre la prima mossa.
Non aspettare che gli altri facciano il primo passo altrimenti finirai per perpetuare il tuo attuale stato d’animo. Agisci su quello che hai appna letto senza indugiare e senza rimandare a domani. Oggi è il momento giusto, ORA!

11 – Non metterti al centro del mondo.
Chi soffre di solitudine manifesta anche sentimenti di afflizione, tristezza e infelicità. Una delle ragioni è che ci si aspetta di essere amati, ricercati e considerati. Ma così facendo ci bruciamo proprio questa opportunità poiché nel ricercare affetto comunichiamo malessere così che le persone attorno a noi si sentiranno obbligate e fanno un passo indietro. Se viviamo con un dolore perenne rischiamo di attirare degli infermieri e non degli amici. L’infelicità diventa a quel punto inevitabile. La soluzione è dunque quella di non pretendere di essere amati, cioè di non metterci al centro del mondo. Se invece mettiamo al centro il benessere dell’altro ecco che ci attiveremo nell’essere più disponibili, più gentili, comprensivi, empatici e simpatici. Questi sono degli ingredienti molto invitanti per gli altri. L’amicizia è alle porte.

12 – Ringrazia ogni giorno per ciò che hai.
Se credi in Dio, non pregarlo per chiedere aiuto, ma ringrazialo per tutte le buone cose che lui ti ha dato e ti dà in ogni momento. Se non credi in Dio allora ringrazia lo stesso: se Dio non esiste non hai perso niente, se Dio esiste allora avrai mostrato una riconoscenza dovuta. In ogni caso avrai imparato a vedere ciò che hai.

13 – Non mettere al primo posto il sesso o la necessità di trovare un partner.
Può succedere che si scambi la solitudine per una specie di vuoto interiore che può essere colmato soltanto con  una persona al proprio fianco. E in mancanza di questo partner si ripiegano su diversi surrogati: cibo, dolci, funo, alcool, ma anche il sesso per un  momento. Direi che questi elementi non possono eliminare il senso di solitudine. Ci sono persone senza partner e senza possibilità di avere relazioni sessuali che non soffrono affatto di solitudine. Quindi ti suggerisco di non cercare questi mezzi compensativi poiché il Grande vuoto che ne può derivare è peggio del Piccolo vuoto che riescono a colmare.

14 – Chiama o riunisciti con le persone che conosci.
Esiste già nella tua vita una cerchia di persone disponibili a relazionarsi con te. Forse i rapporti sono difficili e poco entusiastici: tocca a te renderli tali! Usa ciò che hai letto sui punti precedenti e vedrai che l’orizzonte riserva sorprese che non ti aspetti. Chiama al telefono le persone con lo scopo di salutarli e chiedere se va tutto bene. Non chiedere qualcosa per te e vedrai succedere cose nuove.

15 – Sii propositivo – organizza eventi.
Pensa a delle cose che sarebbe bello fare in compagnia: andare alle terme, una passeggiata in montagna, mare, piscina, sci, pattini sul ghiaccio, tennis, raccogliere funghi, camminata di notte sulla neve, cena, seguire un corso di cucina macrobiotica, ecc…. e poi invita i tuoi conoscenti a partecipare. Lo puoi fare usando una social network oppure direttamente a voce o al telefono (consigliabile). Quando proponi, non insistere. Spiega l’idea, i dettagli e a chi hai deciso di elargire la proposta, lascia libero l’invitato di rispondere liberamente senza mostrare aspettative o espressioni deluse se risponde di no.

16 – Fai cose da solo e trova piacere nel farlo.
A parte hobby e interessi da coltivare, occupa il tuo tempo libero con dei semplici interessi non impegnativi, per esempio guardare un film comodamente seduto sul tuo divano e con una bella tazza di tisana (o quant’altro) davanti a te. Pensa alla felice condizione che hai nel fare tale cosa e goditi il momento. Impara dunque a godere anche del tuo stare solo. Camminare, fare shopping, cucinare da soli e per se stessi può essere un’esperienza motivante se la si fa con lo spirito di chi capisce che è un privilegio poterlo fare.

17 – Non dimenticare che le suddette tecniche sono solo l’inizio di un percorso.
Se cominci questa strada c’è poi da migliorare la tua esistenza, far parte di un progetto più vasto che include il tuo miglioramento globale. Tutte le mete che ti prefiggi possono essere raggiunte e la tua vita può essere appagante nella misura in cui accetti di trasformarti. Partecipa ad eventi di miglioramento personale e scegli la vita che vuoi.

Articolo a cura di Florian Cortese

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