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Intelligenza Emotiva

Principi dell’intelligenza emotiva

Sebbene molti esperti tentino di risolvere conflitti emotivi, sofferenza psichica, problemi passati e schemi comportamentali problematici attraverso i ricordi traumatici del passato, Goleman propone un approccio più efficace: la consapevolezza del presente e lo sviluppo di specifiche competenze per potenziare l’intelligenza emotiva. Essa è la capacità volontaria di monitorare e pilotare i propri sentimenti ed emozioni per raggiungere obiettivi concreti ed evitare auto-sabotaggi.

I SEI pilastri del Potere personale

L’intelligenza emotiva si fonda su 6 premesse:

  1. Essere consapevoli di sé eliminando false sensazioni su limiti presunti.
  2. Riuscire a dominare emozioni corrosive.
  3. Essere auto-motivati trovando in se stessi motivi profondi che spingono all’azione.
  4.  Sviluppare empatia per entrare in contatto autentico con l’altro.
  5. Saper socializzazare in modo costruttivo e dinamico.
  6. Capacità decisionale necessaria al raggiungimento di obiettivi.

L’intelligenza emotiva è dunque la capacità che ci consente di avere una chiara cognizione del proprio stato d’animo e di orientare volontariamente i comportamenti a favore di obiettivi individuali o comuni. L’insuccesso in ambito affettivo, professionale e personale non deriva pertanto dai traumai passati o dall’educazione ricevuta, bensì dallo scarso sviluppo di IE che lascia l’individuo in balia delle sue paure e insicurezze.
Questo talento si sviluppa con uno sforzo consapevole, mediante strategie che favoriscono le suddette abilità.

È possibile cambiare rapidamente?

Il cervello è un organo altamente plastico, capace di cambiare rapidamente. Le nuove connessioni neurologiche si creano in modo sorprendente; basta stimolare il cervello con esperienze emozionali correttive.

Quando cambiamo gli stimoli mentali, il cervello riceve nuove informazioni che innescano un processo di trasformazione:
“Esperienza → neurotrasmettitori → elaborazioni → percezioni → emozioni → risultati”.

Ecco perché una fobia può scomparire in pochi secondi, o una percezione di insicurezza può volatilizzarsi in un attimo. La nostra capacità di cambiare è più potente di quanto pensiamo: basta sapere come attivarla.

 

I Corsi di Intelligenza emotiva

Attualmente  ho strutturato due corsi, ciascuno di due giorni, per sviluppare questa qualità mentale. Sebbene i due corsi abbiano come punto in comune quello di sviluppare “i sei pilastri del potere personale” menzionati sopra, ogni corso ha tuttavia una finalità differente.

Il primo è: 5 secondi per cambiare” 

Questo corso ha lo scopo di darti gli strumenti per veicolare le tue emozioni in modo da essere libero da ansie, paure, senso di insicurezza, timidezza, bassa autostima e rabbia che possono influenzare negativamente le tue scelte e le tue possibilità.

Il secondo corso è: “La Mente che Vince – Power Mind Training

Questo corso ha come obiettivo quello di fornire gli strumenti strategici per raggiungere le proprie mete senza il condizionamento delle emozioni corrosive, crearsi le opportunità indispensabili alla propria realizzazione personale.

Prossimi appuntamenti.

Vai alla voce “EVENTI” e scopri le date del prossimo corso. Se non ci sono corsi di “Intelligenza emotiva” in programmazione, ti basta inserire la tua email nella newsletter che trovi sulla destra di questa pagina. Verrai informato in automatico dei prossimi eventi incluso questo.

Libri di supporto.

Per avere un aiuto a casa, puoi leggere la mia ultima creazione, un libro che ti aprirà le porte del cambiamento interore e, di conseguenza, delle tue opportunità: La migliore versione di te stesso.

 

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Vincere la zona di comfort

Tratto dal libro: La migliore versione di te stesso.

La tua vita inizia dove finisce la tua zona di comfort.

Neal Donald Walsch

Lo sapevi che il 57 % (in aumento) della popolazione italiana non legge nemmeno un libro in un anno?! E dei rimanenti lettori solo il 10% va oltre al primo capitolo? Perché esiste questo inquietante fenomeno? Per il fatto che leggere significa fare sforzo, concentrarsi, cercare di capire, aprire il dizionario laddove non si comprendono le parole. Tutta questa fatica si associa al dolore. Non un dolore fisico, ma mentale. Questo spiega perché così pochi giovani amino studiare a scuola o pulire la propria camera o collaborare in casa. Inversamente amano spassarsela con giochi, social, chiacchiere e così via. Questi passatempi si associano al piacere. Quindi l’equazione si riduce semplicemente a due fattori:

A) Si cerca ciò che crea piacere.

B) Si evita ciò che procura dolore.

Questi due fattori si applicano sia a livello fisico-sensoriale che a livello mentale-emozionale. Ripensa a quanto detto sulle distorsioni cognitive. Perché alteriamo i concetti? Perché cerchiamo di essere gratificati attraverso la conferma delle nostre idee e fuggiamo da ciò che vuole intaccare le nostre posizioni.

Mettere in discussione una convinzione è doloroso, quindi manipoliamo la realtà per poterci sentire a proprio agio. Questa manovra psicologica si traduce in piacere. Questo è il motivo per cui apprezziamo le lodi e tendiamo a rifiutare le critiche. La disapprovazione smentisce ciò in cui crediamo, minaccia una gradita percezione d’identità, attenta all’immagine che ci siamo fatti di noi stessi. Quindi istintivamente respingiamo ciò che ci fa sperimentare dolore allo stesso modo in cui ritraiamo la mano dal fuoco.

Si parla spesso della Comfort Zone che viene definita in psicologia la condizione mentale in cui la persona agisce in uno stato di assenza di ansietà, con un livello di prestazioni costante e senza percepire un senso di rischio.

Molti preferiscono non rischiare i piccoli piaceri che derivano dall’uso di schemi comportamentali ben collaudati. Tuttavia, sulle lunghe distanze, queste scelte finiscono per impedire la realizzazione personale poiché essa si ottiene uscendo dai vantaggiosi rituali quotidiani.

In effetti, questa zona di comfort non è affatto priva di ansie. Anzi, ne è piena. Tuttavia, è una condizione che consente una sopravvivenza senza grandi lotte e procedendo pigramente con le stesse abitudini. Questo stato genera un livello di rassicurazione che compensa il dolore dato da una vita che non si realizza. Insomma, la zona di comfort è una specie di airbag che protegge dall’impatto con il mondo reale. Chi vive protetto dall’airbag delle sicurezze evita il dolore della scoperta e dell’avventura, accetta la noia di una vita tiepida per non sperimentare il dolore dalla perdita di schemi e sicurezze acquisiti. La rinuncia della vita vissuta allo scoperto viene compensata dal piacere di mantenere dei punti fermi, vedi la ristretta area entro cui muoversi e agire. La paura di fondo è dunque la paura di cambiare, uno dei terrori più grandi dell’essere umano.

Cambiare si configura emotivamente con queste paure:

1) Perdere sicurezze

2) Affrontare rischi

3) Affrontare l’ignoto

4) Immaginare di non farcela

5) Perdere parte di quello che si ha

6) Essere giudicati

Ne consegue che per molti CAMBIARE = soffrire e al contrario NON CAMBIARE = provare piacere.

Eppure l’uscita dalla zona di comfort è parte integrante di questo tuo viaggio alla scoperta di chi sei veramente e di chi potrai essere. Se stai facendo uso di questo airbag di sicurezza, chiamato zona di comfort, dovresti liberartene al più presto perché è il drappo funebre che ti garantisce ogni insuccesso nel tuo futuro. Devi trovare il coraggio di sfidare la tirannia delle abitudini e delle sicurezze a buon mercato.

Ora stiamo analizzando ciò che ti spinge ad agire e reagire, e ciò che ti limita nelle tue azioni. Non c’è cambiamento reale senza la consapevolezza di ciò che si fa. E se è vero che, come diceva G. Jung “Non c’è presa di coscienza senza dolore” (ragione per cui alcuni rifiutano di prendere coscienza), è anche vero che la consapevolezza mostra la vastità del nostro potere d’azione e, di conseguenza, ci dà la gioia di usare quest’ultima. L’essere consapevoli è l’argine che ci protegge dalla cieca ubbidienza alla dittatura degli schemi comportamentali.

Scoprire i sottili equilibri che sussistono dietro alle tue scelte ti permetterà poi di modificare l’equazione piacere/dolore con un ingrediente, che stai per scoprire, che ne domina l’influenza inopportuna. Quindi non ti distrarre e rimani con me in questo percorso.

Se vuoi scoprire come fare, il libro è a tua disposizione oppure puoi partecipare al corso di intelligenza emotiva che sta per partire.

LIBRO: La migliore versione di te stesso di Florian Cortese

Per maggiori informazioni sugli eventi in programma: CORSI

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